Descrizione
Che tipo di vino è
Andre Beaufort Champagne Polisy Brut Nature Reserve è un rigoroso Metodo Classico della zona dello Champagne, espressione autentica dello stile pas dosé. Questo blend unisce il Pinot Nero e lo Chardonnay, presentandosi nel calice con un luminoso colore giallo paglierino. Al naso emergono nitidi profumi di frutta gialla ed erbe di campo, intrecciati a delicati sentori di pasticceria. L’assaggio rivela un carattere fresco ed elegante, sviluppando una trama cremosa di notevole persistenza e una decisa tensione minerale, per un sorso pieno e asciutto.
Da dove proviene
Questo vino nasce in Francia da vigneti situati tra Ambonnay, celebre Grand Cru, e Polisy, nel dipartimento dell’Aube. Le viti affondano le radici in suoli argillosi e permeabili, ben drenati e nutriti esclusivamente con compost naturale per mantenere una viva attività biologica nel terreno. Andre Beaufort segue i rigorosi principi della viticoltura biologica, eliminando i prodotti di sintesi in favore di oli essenziali e preparati omeopatici. La profonda sinergia tra la pianta e il terroir conferisce al vino una vibrante tensione minerale, che riflette fedelmente il carattere del luogo d’origine.
Come viene prodotto
Dopo la vendemmia manuale, le uve vengono pressate tempestivamente per permettere la decantazione del mosto. La fermentazione alcolica si svolge separatamente per singole parcelle in vasche e botti, affidata esclusivamente a lieviti indigeni, mentre la fermentazione malolattica avviene in modo spontaneo. La rifermentazione in bottiglia segue le regole del Metodo Classico, avviata con lieviti naturali e zucchero di canna non raffinato. Segue un riposo sui lieviti di ventiquattro mesi che arricchisce la struttura aromatica. Il processo si conclude senza alcun dosaggio finale, attraverso un paziente remuage manuale e la tradizionale sboccatura à la volée, preservando la massima integrità espressiva del prodotto.
Storia e curiosità
Dal 1969, a seguito di un’allergia ai composti di sintesi, André Beaufort è pioniere della viticoltura biologica. Questo elegante Champagne Pas Dosé nasce nell’Aube, frutto di cure omeopatiche, dell’impiego di oli essenziali e di suoli ricchi di humus. La cantina preserva il metodo classico artigianale affidandosi a lieviti indigeni e alla storica sboccatura à la volée dopo una sosta di 24 mesi sui lieviti. Valutata 91/100 da Robert Parker, la cuvée rivela intense note di frutta gialla e sentori erbacei, offrendo un palato cremoso, opulento e di grande mineralità.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
06 - 08 °C
Longevità:
10 - 15 anni
- Bottiglie prodotte: 1.969
Una particolarità: i vini sono sboccati ancora "alla volée", non per folklore, ma perché Beaufort, respirando ancora una volta il vino di ciascuna bottiglia può comprenderlo e perfezionarlo. Per non utilizzare diserbanti ma contenere le infestanti, si lavora il suolo con la zappa ponendo cura nel non intaccare le radici della vite. I terreni sono arricchiti con compost vegetale prodotto in azienda arricchito con carne e ossa e farina di sangue. Questo preparato viene sparso su tutti i vigneti proteggendo dalla siccità e contribuendo a mantenere la quantità di humus necessario per la biologica del terreno. L'erosione è praticamente nulla perché il terreno, grazie al compost, alla lavorazione meccanica e alla presenza di organismi come i lombrichi, risulta permeabile e ben drenato il che facilità l'arricchimento delle falde freatiche sotterranee (minimizzando gli effetti di alluvioni e siccità).
Nelle vigne si lavora tutto l'anno. A febbraio e marzo, dopo il gelo, iniziano i lavori di potatura per contenere le rese e ottenere una migliore maturazione. A inizio giugno i rami della vigna sono legati a fili di ferro paralleli, poi durante l'estate vengono tranciati più volte. Verso la metà di giugno, dopo la fioritura, è possibile valutare le rese dell'annata.In agricoltura biologica la produzione è inferiore. Nei primi anni di conversione le rese sono diminuite un terzo.
Le principali malattie fungine sono peronospora e oidio. Per il loro trattamento, il disciplinare biologico permetto l'uso di rame e zolfo. Tuttavia, questi prodotti hanno una certa tossicità che crea squilibrio alla fauna selvatica. Per questo, i Beaufort dal 1974 sperimentano l'uso di oli essenziali che limitano lo sviluppo delle malattie e dal 1980 esplorano il campo dell'omeopatia. Bisogna tuttavia riconoscere che in alcuni anni climaticamente difficili, la natura afferma la sua supremazia. Le perdite maggiori si accusano nel periodo primaverile a causa delle gelate che indeboliscono la vite e la rendono più sensibile alle malattie fungine. Circa cento giorni dopo la fioritura inizia la vendemmia, da metà settembre ai primi di ottobre. La data è fissata da ordinanza della prefettura ma i Beaufort valutano soprattutto la maturazione.
La pressatura delle uve viene effettuata immediatamente dopo il raccolto. Il mosto scorre dalla pressa nelle vasche di decantazione dove rimarrà almeno 12 ore in modo che tutti gli elementi solidi si depositino. Spesso viene effettuata una seconda "sfecciatura". Il mosto viene poi travasato in botti o vasche dove avviene la fermentazione alcolica innescata da lieviti indigeni. Una volta terminata la fermentazione e ottenuto un vino tranquillo, durante l'inverno si effettua un travaso. Per non utilizzare troppa SO2, in primavera si lascia che la fermentazione malolattica si attivi spontaneamente. Questa seconda fermentazione disacidifica leggermente il vino, motivo per il quale molte "maison" lo riacidificano, invece Beaufort pensa che in fondo "ognuno ha il suo stile". A questo punto avviene l'imbottigliamento , con una aggiunta di zucchero di canna non raffinato o di mosto d'uva concentrato e lieviti naturali. Le bottiglie rimangono così per mesi o per anni. La legislazione dello Champagne richiede un minimo di quindici mesi per un non millesimato e di tre anni per i millesimati. Ma uno Champagne d'annata inizia a fiorire almeno dopo 5 anni sui suoi lieviti. L'eliminazione del deposito (sboccatura) è effettuata a mano "a la volée" dopo circa un mese di agitazione "remuage" sulla "pupitre" per far convergere il "fondo" verso il collo della bottiglia. Durante questo processo il vino è ossigenato, contribuendo al suo sviluppo. Tuttavia questa ossigenazione deve essere limitata per evitare fenomeni di ossidazione indesiderati. Scopri di più
| Nome | Andre Beaufort Champagne Polisy Brut Nature Reserve |
|---|---|
| Tipologia | Bianco biologico spumante metodo classico pas dosé |
| Classificazione | Champagne AOC |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 12.0% in volume |
| Vitigni | 80% Pinot Nero, 20% Chardonnay |
| Nazione | Francia |
| Regione | Champagne area |
| Produttore | Andre Beaufort |
| Storia | e curiositàDal 1969, a seguito di un’allergia ai composti di sintesi, André Beaufort è pioniere della viticoltura biologica. Questo elegante Champagne Pas Dosé nasce nell’Aube, frutto di cure omeopatiche, dell’impiego di oli essenziali e di suoli ricchi di humus. La cantina preserva il metodo classico artigianale affidandosi a lieviti indigeni e alla storica sboccatura à la volée dopo una sosta di 24 mesi sui lieviti. Valutata 91/100 da Robert Parker, la cuvée rivela intense note di frutta gialla e sentori erbacei, offrendo un palato cremoso, opulento e di grande mineralità. |
| Ubicazione | Ambonnay (Grand Cru) e Polisy, nell’Aube (Champagne), Francia |
| Composizione del terreno | Terreni di tipo argilloso, permeabili e ben drenati, arricchiti con compost vegetale e animale per mantenere l’humus e una viva attività biologica del suolo (lombrichi). |
| Periodo di fermentazione | Sosta sui lieviti per 24 mesi |
| Tecnica di produzione | Metodo classico (rifermentazione in bottiglia) pas dosé, fermentazione spontanea con lieviti indigeni, remuage su pupitre e sboccatura manuale «à la volée»; viticoltura biologica con uso di oli essenziali e omeopatia per il controllo delle malattie fungine. |
| Vinificazione | Pressatura delle uve immediatamente dopo la raccolta; decantazione del mosto in vasche per almeno 12 ore con possibile seconda sfecciatura; travaso in botti o vasche per fermentazione alcolica con lieviti indigeni; travaso invernale; fermentazione malolattica spontanea in primavera per limitare l’uso di anidride solforosa; imbottigliamento con aggiunta di zucchero di canna non raffinato o mosto d’uva concentrato e lieviti naturali per la seconda fermentazione in bottiglia (metodo classico), con remuage e sboccatura manuale «à la volée». |
| Affinamento | Sosta sui lieviti per 24 mesi. |
| Allergeni | Contiene solfiti |

